Agricoltura: in Gazzetta UE i regolamenti della PAC 2023-2027

Riforma PAC - Photo credit: © European Union 2021 - Source: EP – Photographer: Alain RollandDopo la pubblicazione dei tre regolamenti chiave della nuova Politica agricola comune 2023/27, entrati in vigore il 7 dicembre, in Gazzetta ufficiale europea arrivano anche il regolamento per la presentazione dei Piani strategici PAC e le norme per il calcolo degli indicatori comuni di output e di risultato dei PSN.

Il negoziato sulla riforma della PAC

Il Regolamento sui Piani strategici nazionali della PAC, il Regolamento orizzontale sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC e il Regolamento sull'organizzazione comune dei mercati (OCM) sono infatti stati pubblicati il 6 dicembre in Gazzetta ufficiale europea. Le nuove regole, tuttavia, si applicheranno solo a partire dal 1° gennaio 2023, terminato il biennio transitorio 2021-2022.

Il 22 dicembre, invece, sono stati pubblicati i Regolamenti di esecuzione 2021/2289 e 2021/2290 relativi, rispettivamente, alla presentazione dei Piani strategici della PAC e al sistema elettronico di scambio sicuro delle informazioni e ai metodi di calcolo degli indicatori comuni di output e di risultato di cui all'allegato I al Regolamento 2021/2115 sui PSN.

La nuova Politica agricola comune è stata approvata definitivamente dal Consiglio il 2 dicembre, pochi giorni dopo l'ok del Parlamento UE in plenaria il 23 novembre. Il risultato è una riforma che rinnova profondamente l'impianto della Politica agricola comune, con un nuovo modello di gestione, l'obbligo di coerenza con gli obiettivi ambientali e climatici del Green Deal, una nuova condizionalità sociale e una maggiore ridistribuzione dei pagamenti diretti a favore dei piccoli agricoltori. "Avanziamo verso una politica agricola più ambiziosa dal punto di vista ambientale, più socialmente consapevole e più orientata ai risultati. Il nuovo modello di erogazione garantirà che la PAC si concentri maggiormente sul raggiungimento degli obiettivi e meno sulla semplice conformazione alle regole”, ha commentato la relatrice del Regolamento orizzontale, Ulrike Müller, dopo il voto in Aula.

"Dopo oltre tre anni di duro lavoro abbiamo finalmente raggiunto il traguardo. La nuova PAC adottata oggi segna una pietra miliare nella politica agricola dell'UE, ponendo le basi per un futuro più equo e sostenibile per gli agricoltori europei", il commento del ministro dell'agricoltura sloveno, Jože Podgoršek.

Spetta ora agli Stati membri - ha ricordato il commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski - cogliere l'opportunità unica di dimostrare che, tramite i fondi PAC, possiamo lavorare insieme per un'agricoltura più sostenibile, preservando la sicurezza alimentare e il reddito degli agricoltori.

 

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Il new delivery model della PAC

L'accordo tra il PE e il Consiglio conferma anzitutto la modifica del modello di gestione della PAC, un nuovo “delivery model” che riconosce maggiore sussidiarietà agli Stati membri, semplifica il set di regole a livello europeo e guarda più al raggiungimento degli obiettivi che alla conformità a norme comuni. Attraverso i Piani strategici nazionali, i paesi UE sceglieranno infatti gli strumenti e le azioni per raggiungere i target concordati a livello dell'Unione, che la Commissione verificherà attraverso un rapporto di performance annuale.

Gli annual performance report dovranno essere presentati alla Commissione a partire dal 2024, mentre l'Esecutivo UE riesaminerà, sulla base di un insieme di indicatori comuni, le prestazioni dei Piani strategici della PAC nel 2025 e nel 2027, valutando anche la necessità di eventuali interventi di modifica da parte degli Stati membri.

Per la prima volta la PAC includerà anche una condizionalità sociale, che richiederà ai beneficiari dei fondi europei per l'agricoltura il pieno rispetto delle leggi sul lavoro.

Per approfondire: Agricoltura: verso il Piano strategico PAC dell'Italia

Ecoschemi e condizionalità rafforzata nella nuova architettura verde della PAC

Il contributo della Politica agricola comune agli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione si articolerà in una serie di strumenti, a partire dall'allineamento all'European Green Deal, alla legislazione che ne deriva e alle strategie Farm to Fork e Biodiversità al 2030, che dovrà essere verificato dalla Commissione al momento della valutazione dei Piani nazionali della PAC.

L'accordo prevede inoltre una condizionalità ambientale rafforzata, con requisiti minimi più ambiziosi per i beneficiari della PAC, tra cui il vincolo a dedicare, in ogni azienda agricola, almeno il 3% dei seminativi alla biodiversità e agli elementi non produttivi, con la possibilità di ricevere un sostegno tramite gli ecoschemi per raggiungere il 7%.

Gli ecoschemi sono la principale innovazione del nuovo greening e funzionano come un meccanismo premiale e non penalizzante: gli agricoltori che assumeranno maggiori impegni ambientali potranno accedere infatti a contributi aggiuntivi nell'ambito dei pagamenti diretti del primo pilastro. Gli ecoschemi dovranno essere offerti obbligatoriamente dagli Stati membri, ma l'adesione sarà facoltativa per gli agricoltori.

Il budget da dedicare alla loro implementazione è stato uno dei punti più controversi del negoziato, con il Consiglio che voleva destinargli non oltre il 20% della dotazione assegnata a ciascun paese UE per i pagamenti diretti e il PE che mirava al 30%. Il compromesso raggiunto - il 25% della dotazione, corrispondente in totale a 48 miliardi di euro - è stato reso possibile anche dall'incremento della quota di risorse FEASR dedicate ai pagamenti agro-climatico-ambientali dei PSR. A queste misure e a quelle collegate al benessere animale andrà il 35% dei fondi di sviluppo rurale, come chiesto dal Parlamento, anziché il 30% come avrebbero voluto i 27.

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Gli altri punti principali della riforma della PAC

L'accordo tra PE e Consiglio ha anche definito il livello minimo obbligatorio di convergenza interna per i pagamenti diretti, che dovrà raggiungere almeno l'85% del livello medio entro il 2026, e previsto una maggiore redistribuzione dei pagamenti diretti. Gli Stati membri dovranno infatti redistribuire obbligatoriamente almeno il 10% degli aiuti per il sostegno al reddito degli agricoltori alle imprese di piccole e medie dimensioni e descrivere nei rispettivi Piani strategici come intendono raggiungere l'obiettivo.

I 27 potranno infatti utiilizzare un pagamento redistributivo in aggiunta al pagamento di base o ridurre progressivamente l'importo annuale superata la soglia di 60mila euro, fissando il massimale a 100 mila euro. In questo secondo caso, però, i paesi UE potranno permettere alle imprese agricole di detrarre il 50% del costo dei salari collegati all'attività agricola dal totale prima che venga operata la riduzione.

Target vincolante anche per il ricambio generazionale in agricoltura: i 27 dovranno destinare almeno il 3% del budget della PAC a misure in favore dei giovani agricoltori, in forma di sostegno al reddito, aiuti per il primo insediamento e sostegno agli investimenti.

Fronte OCM, la nuova PAC mantiene un orientamento globale al mercato, promuovendo la crescita delle aziende agricole nel mercato interno e nei paesi terzi e ampliando le possibilità per gli agricoltori di unire le forze, anche mediante alcune eccezioni al diritto della concorrenza.

Prevista una nuova riserva agricola per finanziare l'attivazione di misure di mercato in tempi di crisi, con un budget annuale di almeno 450 milioni di euro a prezzi correnti.

La PAC in Italia

Con la pubblicazione dei regolamenti della nuova Politica agricola comune in Gazzetta ufficiale dovrebbe semplificarsi anche il percorso per la stesura del Piano strategico nazionale PAC, che deve essere presentato a Bruxelles entro fine anno. "Fino ad oggi abbiamo dovuto operare senza avere a disposizione i testi definitivi dei regolamenti della nuova PAC e questo ha reso ancor più complesso un processo iniziato oltre due anni or sono, con le analisi di contesto e la definizione dei primi scenari di riferimento", ha spiegato la scorsa settimana il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto in audizione presso le commissioni riunite Agricoltura di Senato e Camera in coincidenza con il voto definitivo del Consiglio sul pacchetto di riforma.

Nella stessa occasione, il ministro ha fatto il punto sulle risorse a disposizione dell'Italia da qui al 2027 per l'agricoltura, che ammontano a oltre 50 miliardi di euro. Ai 40 miliardi di fondi europei si aggiungono infatti ulteriori 11 miliardi di cofinanziamento nazionale e regionale, così distribuiti su base annua:

  • 3,6 miliardi per i pagamenti diretti;
  • 323,9 milioni per l'Ocm vino;
  • 250 milioni per l'Ocm ortofrutta; 
  • 34,6 milioni per l'Ocm olio d'oliva;
  • 5,2 milioni per l'Ocm miele. 

Le risorse per lo sviluppo rurale ammontano invece a 9,7 miliardi di euro per il periodo 2021-27, cui si aggiungono 910 milioni di euro derivanti da Next Generation UE.

Il Tavolo di partenariato nazionale per l'elaborazione del PSN si è riunito finora tre volte, il 19 aprile, l'8 settembre e il 22 novembre, e sta discutendo le misure da inserire nel documento nazionale sulla base di una serie documenti di lavoro, scenari di impatto e questionari online. Per ora si tratta di stabilire alcuni contenuti minimi, che riguardano ad esempio la dotazione finanziaria e il numero degli ecoschemi, l'individuazione dei piani di sviluppo rurale, che avranno un quadro nazionale e non più totalmente regionalizzato attraverso i singoli PSR, i settori destinatari dei pagamenti accoppiati e gli ulteriori OCM rispetto al 3% possibile al prelievo sul primo pilastro. Ci sarà però possibilità di affinare alcuni elementi, soprattutto fronte FEASR ed ecoschemi, modificando il Piano nel corso del mese di gennaio. 

Alcune delle scelte del Piano Strategico nazionale sono state gia compiute dal Ministero ed inserite nei documenti di lavoro sottoposti al confronto partenariale. Tra queste, ha ricordato Patuanelli, la possibilità di prelevare il 3% dal primo pilastro per la gestione del rischio, con l'obiettivo di attivare un Fondo di mutualizzazione nazionale dedicato alle emergenze catastrofali.

Già deciso anche il potenziamento del programma di investimenti per le infrastrutture irrigue finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) con 880 milioni di euro, di cui 520 milioni di euro per nuovi progetti e 360 milioni di euro per progetti in essere con fondi nazionali, cui si aggiungono ulteriori 440 milioni di euro provenienti dalla legge di bilancio 2021. 

Consulta i testi dei regolamenti base della PAC 2023-2027

Consulta il Regolamento di esecuzione (UE) 2021/2289 della Commissione del 21 dicembre 2021 relativo alla presentazione del contenuto dei piani strategici della PAC e al sistema elettronico di scambio sicuro di informazioni

Consulta il Regolamento di esecuzione (UE) 2021/2290 della Commissione del 21 dicembre 2021 che stabilisce norme sui metodi di calcolo degli indicatori comuni di output e di risultato di cui all’allegato I del regolamento (UE) 2021/2115 

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